Posts Tagged ‘animali’

Tutta internet cerca la ragazza che getta i cuccioli nel fiume. C’è una taglia? Ecco il video dello scandalo

September 2nd, 2010

E’ una vera e propria caccia all’uomo, anzi, alla ragazzina: su numerosi siti internet si sta cercando di fare l’identikit della ragazzina che si è fatta filmare mentre getta sei cuccioli di cane nel fiume.

Secondo le prime ricostruzioni, da prendere ovviamente con delle gigantesce molle, la ricercata speciale sarebbe bosniaca e il fiume sarebbe il Vbras. Altri siti, sbizzarrendosi in esercizi di fisiognomica ed etno-antropologia, parlano di una giovane donna caucasica.

Ma non è il solo giallo: secondo Gawker.com ci sarebbe una ricompensa da 50.000 dollari per chi la trova, promessa dal regista di Transformers Michael Bay. Ricompensa poi sparita…

Ma l’ultimo giallo è la presunta confessione, con tanto di scuse, dell’autrice del folle gesto che, in un altro video, ha (sempre che sia lei) scritto:

mi chiamo Katja Puschnik e chiedo scusa per il mio comportamento. I cuccioli erano di mia nonna che mi ha detto di toglierli di mezzo perchè erano di soli tre giorni e malati. Avevano dei parassiti, presi dalla madre. Non sapevo cosa fare così li ho buttati nel fiume affinchè la morte fosse veloce. Non li volevo fare soffrire, sono veramente dispiaciuta :-(

Qualunque sia la verità, tutto questo è follia…

Via | Gawker, Live Leak
Video | Gawker

Tutta internet cerca la ragazza che getta i cuccioli nel fiume. C’è una taglia? Ecco il video dello scandalo

Wwf Sicilia: la pre-apertura della caccia favorisce chi non rispetta le regole

September 2nd, 2010

Ecoblog Caccia Intervista a Rizza Presidente Wwf Sicilia
Caricato da blogovideo. - Animali divertenti, guarda i video.

Giusto ieri, in molte regioni italiane, ha aperto la stagione della caccia 2010-2011, con le solite giustificate polemiche dovute all’anticipo sui tempi deciso dai vari assessori regionali. Un anticipo che mette in serio pericolo la riproduzione di molte specie di animali.

Su quest’argomento ho raggiunto al telefono il presidente del Wwf Sicilia per farmi spiegare quali sono le preoccupazioni maggiori della sua associazione, che sta preparando ricorso al Tar come molte altre.

Vi propongo una sintesi di ciò che mi ha detto, scusandomi con la qualità dell’audio che non è eccellente (come al solito, nelle interviste telefoniche va sempre così…). Tra le varie cose che mi ha fatto notare una mi ha colpito: in Sicilia (ma il discorso vale per molte regioni italiane, specialmente quelle del sud) è ancora emergenza incendi. Con due conseguenze.

La prima è sugli animali, messi a dura prova dai roghi che, ora, si vedono spuntare anche le doppiette. La seconda è sui cacciatori che, qualora volessero sgarrare e cacciare ciò che gli pare senza tener conto delle scadenze previste dal calendario venatorio, potrebbero farlo in tutta tranquillità: gli uomini del Corpo Forestale dello Stato, cioè coloro che dovrebbero tenerli sott’occhio, per almeno altri quindici giorni saranno impegnati a spegnere i fuochi…

Wwf Sicilia: la pre-apertura della caccia favorisce chi non rispetta le regole

Caccia: da oggi si spara in mezza Italia. I ricorsi degli ambientalisti, l’appello di Giorgia

September 1st, 2010

Caccia: da oggi si spara in mezza Italia. I ricorsi degli ambientalisti, l'appello di GiorgiaInizia oggi, in oltre la metà delle regioni italiane, la stagione venatoria 2010-2011. E, come ogni anno, gli ambientalisti si preparano a dar battaglia.

Legambiente, Wwf, Lipu, Lav e altre associazioni anticaccia hanno già annunciato che faranno ricorso ai vari Tribunali amministrativi regionali contro un calendario che, anticipando di un paio di settimane l’apertura della stagione delle doppiette, mette a rischio la riproduzione di molti animali.

Il problema, infatti, è sempre quello: la fine dell’estate coincide con il periodo riproduttivo di molte specie e quindi, uccidendo le madri, spesso muoiono indirettamente anche cuccioli e pulcini con conseguente strage di fauna.

Arrivano anche le prime prese di posizione da parte del mondo della cultura e dello spettacolo. Da citare la cantante Giorgia che, dal sito “Il respiro“, ha lanciato un appello diretto ai cacciatori:

Piuttosto, voi, fermatevi a guardare il volo di un uccello. E’ arte, è vita. E poi guardatevi la mano che stringe il fucile, oppure guardate l’uccello da richiamo che vi siete portati da casa dopo averlo accecato per farlo strillare bene. Io vi chiedo: quando andate a letto alla sera, non vi sentite un po’ fuori luogo?

Via | Il respiro
Foto | Flickr

Caccia: da oggi si spara in mezza Italia. I ricorsi degli ambientalisti, l’appello di Giorgia

Confagricoltura propone il “Club Amici degli Ogm”

August 31st, 2010

ogm confagricoltura Club Amici degli Ogm

Il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, torna a parlare di ogm e lo fa dal palcoscenico di Cortina Incontra durante dibattito, avvenuto un paio di giorni fa, con il ministro dell’Agricoltura Giancarlo Galan. L’idea di Vecchioni è sempre la stessa: bisogna favorire gli ogm. Per farlo, perchè non mettere in piedi un bel un club?

Come è stato appena costituito un club che raduna imprenditori e intellettuali favorevoli al nucleare, penso sia arrivato il momento di riunire, allo stesso modo, chi sostiene il possibile uso del biotech in agricoltura. Gli imprenditori devono poter avere gli strumenti per competere sul mercato globale e devono avere la libera possibilità di scegliere se usarli o no

Il club a cui fa riferimento Vecchioni, probabilmente, altro non è che il Forum Nucleare ribattezzato da Legambiente il “fan club del nucleare“.

Il ministro Galan, rispondendo a Vecchioni, ha affermato che le discussioni che si fanno in Italia sugli ogm fanno “sorridere”

Quando in Italia si parla di OGM free c’è da sorridere. Oltre l’80% della soia che alimenta il nostro bestiame viene dall’estero, ed è biotech. Carne, latte e formaggi vengono per la stragrande maggioranza da animali nutriti con mangimi OGM. D’altronde nulla è cambiato di più nei secoli dei prodotti agricoli, sono sempre stati una fucina di innovazione e sperimentazione. Quindi sperimentiamo e vedremo chi ha ragione e chi ha torto. La ricerca deve essere fatta dall’università perché è un patrimonio che deve rimanere del Paese e non rischiare di venire vanificato, come è successo per il nucleare, da una costante fuga di cervelli. Con una mentalità di chiusura non si può che arretrare, ma purtroppo continua a valere la massima di Voltaire per cui l’intelligenza è spesso minoranza

Prepariamoci, quindi, alla nascita dell’ennesimo fan club, questa volta pro ogm. Per quanto riguarda le posizioni che “fanno sorridere”, ora si spiega per quale motivo il ministro Galan non ha battuto ciglio in occasione della prima semina illegale di ogm in Italia: era impegnato a ridere.

Poi, quando gli attivisti di Ya Basta hanno distrutto il campo ha smesso di ridere e si è persino offeso, definendo l’episodio “un’azione di stampo squadristico”. Dell’altra squadra, ovviamente, quella che non ride…

Via | Confagricoltura
Foto | Flickr

Confagricoltura propone il “Club Amici degli Ogm”

Piccioni: è ora di cambiare idea? Breve storia della Columba Livia

August 30th, 2010

piccioni tutto quello che c'è da saperePochi amano i piccioni: moltissimi, li chiamano “topi con le ali”, eppure… eppure oggi Treehugger si lancia in una appassionata storia e difesa del volatile che vediamo nelle piazze di tutta Italia. Forse è tempo di cambiare idea anche su di loro? L’autore nel suo profilo spiega di trovarsi a Porto Alegre, in Brasile, chissà come accoglierete le sue considerazioni qui…

Esistono 309 differenti specie di piccioni: la più frequente da incontrare nelle nostre piazze è la Columba Livia, ma non è sempre stato così, anzi. Prima dell’epoca delle briciole da becchettare davanti ai bar o nei prati, o migliaia di anni prima delle statue da coprire di deiezioni, l’habitat naturale dei piccioni erano principalmente rupi o scogliere rocciose in Africa, Asia, Europa e Medio Oriente.

Nel caso vi siate mai domandati perché siano così numerosi, un motivo in particolare c’è – oltre all’habitat favorevole alla crescita demografica che trovano nelle metropoli – l’allevamento dei columbidi da parte dell’uomo iniziò tra i 5mila e i 10mila anni fa. Principalmente per mangiarseli, ma non solo: i piccioni viaggiatori sono esattamente identici a quelli che vedete in piazza e dai quali cercate di scansarvi nel caso vi incrocino in volo radente, solo, sono addestrati.

I piccioni posseggono infatti un eccezionale senso dell’orientamento: possono percorrere fino a 800 km per ritornare al nido o alla propria colombaia dove vengono allevati. Non sono fulmini di guerra, ma neanche delle lumache: possono arrivare a circa 70 km/h una volta in volo. Lenti ma inesorabili: tanto che già gli antichi romani li utilizzavano come messaggeri dai fronti delle loro battaglie.

La “fine” del piccione viaggiatore fu decretata dalla nascita del telegrafo e della radio: da ricordare in ogni caso la commovente vicenda di Cher Ami, un piccione viaggiatore della prima guerra mondiale – oggi lo si trova impagliato allo Smithsonian insieme ad altri animali eroi di guerra come il Sergente Stubby, un cane – che, mentre la settantasettesima divisione era sotto il fuoco amico riusci a recapitare malgrado fosse colpito e ferito gravemente, un messaggio che implorava il cessate il fuoco.

Cher Ami divenne l’eroe della settantasettesima divisione fanteria, così alcuni medici dell’esercito tentarono in ogni modo di salvarlo malgrado le ferite riportate. Salvò le penne, ma perse una zampa, così gliene costruirono una in legno. Una volta ristabilitosi, venne imbarcato per gli States, e fu visitato dal generale Pershing in persona

L’umile piccione però è anche coperto di pregiudizi, e forse per questo, come scrivevamo in apertura, molti li considerano semplicemente “topi con le ali”. I piccioni effettivamente sono portatori di parassiti e virus, ma secondo Treehugger non si pensa che possano trasmetterli. E qui per me non ci siamo, o ci siamo in parte: il perché ce lo spiega un pezzo uscito su un quotidiano locale del savonese qualche tempo fa, in occasione di una delle consuete “cacce al piccione” che si scatenano periodicamente

Risposta: sì, teoricamente è vero. I piccioni sono portatori di diverse zoonosi (ovvero malattie trasmissibili dall’animale all’uomo) più o meno gravi (per la maggior parte poco gravi), così come lo sono moltissimi altri animali. Però c’è sempre una premessa da fare: gli animali, per trasmettere malattie, devono essere a loro volta malati (o infestati) (…) Certamente, se si cerca su Internet, si trova un elenco impressionante di potenziali malattie portate dai piccioni: ma guarda caso, tutti questi elenchi da chi sono redatti? Da ditte che producono sistemi di vario tipo per limitarne il numero. Ma che combinazione! Così, nell’elenco, troviamo per esempio: “botulismo – con esiti sovente mortali”. Punto e basta. Senza specificare che, per questa come per molte altre malattie, vale lo stesso assunto: per prendersela bisogna mangiare cacca di piccione. E’ lo stesso caso della toxoplasmosi (portata sia dai piccioni che dai gatti), che effettivamente è molto pericolosa in gravidanza: però la si prende solo mangiando gatti (o piccioni) crudi o poco cotti, oppure cacche di gatto (o di piccione) (…) In più c’è la boreliosi, o malattia di Lyme, patologia portata non dai colombi ma dalle zecche che effettivamente li infestano ma che, potendo scegliere, normalmente stanno appunto SUI colombi. Quand’è che cominciano ad andarsene a spasso e a poter pungere anche l’uomo? Ovviamente quando il colombo muore. Quindi, ogni volta che se ne ammazza uno, si dà il “via libera” ai suoi ectoparassiti, costretti ad andarsi a cercare una nuova fonte di nutrimento

Nelle grandi città il problema si ripropone ciclicamente: per esempio a Londra, in Trafalgar Square. Nel 2000 il Sindaco Ken Livingstone fece scattare il divieto di vendere cibo per piccioni… non servì a molto, e gruppi di attivisti come Save the Pigeons of Trafalgar Square nutrirono clandestinamente i volatili.

Nel continente americano i piccioni sono arrivati solo da alcuni secoli, ma sono già ovunque: lì la Columba Livia, prende il nome Rock Pigeon, piccione delle rocce. E si trovano in qualunque città: nella vecchia Europa li conosciamo da migliaia e migliaia di anni. Chissà che un giorno non si cambi idea anche su di loro… se volete farvi una piccola cultura sul tema, alla Cornell University, c’è un laboratorio di Ornitologia che si occupa proprio di Pigeon Watch.

Foto | Flickr

Piccioni: è ora di cambiare idea? Breve storia della Columba Livia

Randagi: un consigliere regionale sardo propone di bruciarli

August 28th, 2010

Randagi: un consigliere regionale sardo propone di bruciarliAllucinante proposta di un consigliere regionale della Sardegna: l’on. Gian Franco Bardanzellu, ex An, ha suggerito di rispondere all’emergenza randagismo nella sua regione con “misure straordinarie”. Ad esempio bruciando un cospicuo numero di cani randagi per toglierli di mezzo.

Come riporta Geapress, infatti, le idee del consigliere regionale sardo sono molto chiare: a mali estremi estremi rimedi

Davanti a un’emergenza bisogna avere il coraggio di misure forti. E anche impopolari. Per fronteggiare il randagismo, in attesa di migliorare le strutture di accoglienza, educare alla sterilizzazione e punire chi abbandona gli animali, sarebbe opportuno incenerire i cani abbandonati

E dire che Bardanzellu, che risulta essere un appassionato di caccia, dovrebbe avere abbastanza confidenza con i cani e con la normativa nazionale che li riguarda: microchip, sterilizzazione, maltrattamenti… evidentemente, però, per l’onorevole sardo questi cani randagi sono veramente troppi. La soluzione proposta, almeno, è temporanea:

Non ho mai pensato che incenerire i randagi debba essere la costante, tanto meno un’abitudine. Piuttosto è una misura eccezionale, perché l’emergenza è eccezionale. Io, nel breve periodo, non vedo altre soluzioni

E, allora, se l’emergenza è eccezionale ci permettiamo di chiedere all’onorevole Gian Franco Bardanzellu uno sforzo intellettuale eccezionale per partorire un’idea più moderata e, soprattutto, più rispettosa della normativa vigente in fatto di animali randagi.

Via | Geapress

Randagi: un consigliere regionale sardo propone di bruciarli

Donna getta gatto nel cassonetto dei rifiuti

August 24th, 2010

C’è da rimanere allibiti di fronte a ciò vediamo in questo video pubblicato sul Daily Mail. Una signora di mezza età trova un gattino, lo accarezza, e con disinvoltura lo getta nel vicino cassonetto dei rifiuti: una persona qualunque, che potremmo incontrare per strada un giorno qualsiasi. Purtroppo per lei una videocamera ha ripreso il tutto, e questo ne fa una delle persone più ricercate di Coventry, in Inghilterra.

La storia ha un lieto fine. Il ventiseienne proprietario di Lola, Darryl Mann, dopo averla cercata invano l’ha sentita miagolare debolmente dal cassonetto. Nonostante la calda giornata di Agosto, è riuscita a sopravvivere. Se non fosse stato per il video, Darryl avrebbe pensato che fosse caduta accidentalmente…

Donna getta gatto nel cassonetto dei rifiuti

Corrida a Tafalla, il video del toro che attacca il pubblico: 30 feriti

August 20th, 2010

Mentre la Catalogna decide di abolire il terribile evento della Corrida, altrove queste continuano indisturbate. Ecco in alto un esempio tragico, per animale e uomini, di quali possano essere le conseguenze di questo che non è uno spettacolo ma una tortura per i protagonisti, i tori.

Ciò che la cronaca si ostina a definire incidente è avvenuto ieri a Tafalla in Navarra. Il toro dopo aver condotto una Corrida, come è stato riferito, mediocre, si è scatenato e ha saltato il “callejon” superando le gradinate e iniziando a colpire il pubblico. Il bilancio parla di 30 feriti e di un bambino di 10 anni che versa in ospedale in condizioni disperate.

Corrida a Tafalla, il video del toro che attacca il pubblico: 30 feriti

Dieci vacche decapitate arenate a Taormina, i veterinari: provengono da "navi fattorie"

August 18th, 2010

Dieci vacche decapitate arenate a Taormina, i veterinari: provengono da Macabro ritrovamento sulle spiagge tra Taormina e Aci Castello, sulla costa ionica della Sicilia: dieci vacche morte arenate, alcune delle quali con la testa mozzata, tutte di razza frisona.

Sul posto sono intervenuti i medici del servizio veterinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Catania, sezione di Giarre, e i militari della Capitaneria di Porto.

I veterinari hanno innanzitutto precisato che non ci sono pericoli di infezione per gli uomini, poi hanno anche ipotizzato la provenienza delle vacche: le cosiddette navi fattorie. Navi, in pratica, che trasportano su e giù per l’Europa i capi di bestiame.

Ogni tanto, però, a causa delle condizioni in cui vengono tenuti gli animali (ad esempio la rottura del sistema di ventilazione, con conseguente innalzamento della temperatura) qualche esemplare muore e sono problemi: le vacche, infatti, sono spesso dotate del microchip di riconoscimento. Se non lo sono, in realtà, sono fuori legge.

Per questo motivo chi le trasporta, prima di gettarle in mare, le decapita. In tal modo il chip resta a bordo della nave e l’animale non è identificabile. Altra ipotesi avanzata dai veterinari, però, porta su tutt’altra pista: l’amputazione delle teste potrebbe essere dovuta a riti religiosi, il che farebbe pensare a membri dell’equipaggio provenienti dalla sponda sud del Mediterraneo.

La Capitaneria di porto di Catania, in ogni caso, almeno un chip lo avrebbe trovato e ricondurrebbe ad un allevamento francese.

Via | Sicilia Informazioni
Foto | Flickr

Dieci vacche decapitate arenate a Taormina, i veterinari: provengono da “navi fattorie”

Sardegna, i pastori protestano contro la crisi del settore agro-pastorale

August 13th, 2010

In Sardegna si vivono in queste ore momenti difficili a causa della protesta dei pastori che chiedono al Governo maggiori attenzioni per sostenere e superare la crisi che affligge il settore. Di fatto il latte prodotto in Sardegna viene svenduto e

I pastori sono le sentinelle della Sardegna: conoscono il territorio e lo curano prevenendo con la manutenzione molti problemi. Con i pastori anche gli agricoltori. I gruppi, che oggi hanno affrontato il terzo round di proteste, bloccando l’aeroporto di Olbia, sono guidati da Felice Floris presidente del Movimento Pastori Sardi.

Spiega Floris:

Tutto quello che pastori e agricoltori producono vale sempre meno, mentre aumentano in maniera ingiustificata i costi di produzione. Situazione che sta distruggendo ovunque in Sardegna decine di aziende, mentre la giunta regionale continua a fare promesse che ormai non incantano nessuno, senza adottare le misure urgenti contenute nella piattaforma presentata dal Movimento. I pastori non ne possono più. Stato e Regione, dopo averci incoraggiato a investire nell’ammodernamento delle aziende, non tutelano le produzioni agricole e zootecniche in sede europea e ora gli allevatori sono carichi di debiti e ogni giorno rischiano il fallimento.

Via | La Nuova Sardegna

Dopo il salto uno dei video dedicato al Movimento pastori sardi.

Sardegna, i pastori protestano contro la crisi del settore agro-pastorale