Posts Tagged ‘Energia’

La scuola a impatto zero

September 2nd, 2010

Pannello FotovoltaicoCon l’imminente arrivo dell’anno scolastico si riaccendono inevitabilmente le polemiche sui tagli al personale impiegato nonché la necessità da parte del Governo di porre un freno alle spese per mandare avanti una macchina (la scuola appunto) che conti alla mano ha la necessità di ridimensionare il proprio budget. Mentre però qui in Italia si continua a proporre tagli e virtuosismo soprattutto al personale addetto, c’è chi, da tutt’altra parte, propone invece di ridurre le spese degli istituti scolastici intervenendo sui costi energetici.

Ed ecco che a Pantin, vicino Parigi, a giorni verrà inaugurata una scuola ad energia passiva, capace, a detta dei responsabili, di consumare meno energia di quella che produce. L’innovatività della questione sta nel fatto che si tratterà di un vero e proprio edificio coperto di pannelli solari, che assicureranno la fornitura di elettricità, tubi solari per il riscaldamento dell’acqua e sistemi di illuminazione dei banchi all’interno che sfruttano il riflesso della luce esterna. Per il riscaldamento dell’edificio verrà invece sfruttata l’energia geotermica tramite un impianto sotterraneo.

La struttura è stata inoltre orientata in modo da sfruttare al meglio i raggi del sole e le correnti d’aria, ed è fornita di tripli vetri e giunture stagne. Il costo per la costruzione è stato di 14 milioni di euro, il 25% circa in più che per una scuola normale, tuttavia con un risparmio energetico che consentirà di ammortizzare la differenza entro poco più di un decennio .

Insomma si tratterà una vera e propria scuola all’avanguardia che sarà capace di autogestire i propri costi fissi con la conseguente possibilità di redistribuire le risorse risparmiate sul miglioramento didattico. Un vero e proprio gioiello di efficienza energetica e risparmio di risorse economiche con una politica di costruzione purtroppo distante anni luce da quella italiana.

E mentre nel mondo si affermano sempre con maggiore insistenza questo tipo di iniziative, fa rabbia sapere che nel nostro Paese, per quanto vengano elargite importanti risorse per installazione di impianti volte al risparmio energetico, nella classe politica nostrana non vi sia lungimiranza tale da far si che idee di questo tipo diventino la norma e non più l’eccezione.

Potrebbe essere forse troppo scontato puntare il dito sui nostri rappresentanti, ma è palese che vi sia la necessità di sottolineare come troppo spesso i già esigui fondi pubblici elargiti finiscano per essere spesi in attività più di facciata che non di vera pubblica utilità.

Via | Lexpress.fr
Foto | Flickr

La scuola a impatto zero

Veleni: a Ortona in arrivo un carico da 75mila tonnellate l’anno di Pet Coke. Il Wwf affila le armi

September 2nd, 2010

Veleni: a Ortona in arrivo un carico da 75mila tonnellate l'anno di Pet Coke. Il Wwf affila le armiBrutte notizie per gli abruzzesi: nei pressi di Ortona potrebbe presto sorgere un deposito di Pet Coke e, di conseguenza, potrebbero transitare 75.000 tonnellate di questo pericolosissimo scarto del petrolio (anche se il governo italiano, i barba alle direttive europee, lo considera un combustibile e non un rifiuto speciale).

L’azienda che vorrebbe costruire il deposito ha chiesto l’esonero dalla procedura di Via e ora spetta alla Regione dare il suo parere in merito.

Non sapete cosa sia il Pet Coke? Un esponente di Legambiente una volta lo definì “quel che resta dalla lavorazione del maiale petrolio”. Il Wwf Abruzzo, che si prepara a dar battaglia, ne da questa definizione:

Il Pet-Coke è l’ultimo prodotto delle attività di trasformazione del petrolio, tanto da guadagnarsi il nome di “feccia del petrolio”. Contiene una miscela di sostanze estremamente pericolose, come idrocarburi policiclici aromatici (IPA), metalli pesanti(vanadio, nichelio), alto contenuto di zolfo (anche oltre il 7%) e cloro. Le sostanze contenute nel pet-coke oltre ad una tossicità intrinseca sono indicate anche come cancerogene (come il benzopirene) e/o mutagene. La prima proprietà provoca tumori di vario genere, la seconda modificazioni genetiche, tra cui malformazioni nei nascituri

Volete sapere cosa pensa chi vive e lavora vicino al Pet Coke? Chiedetelo agli abitanti di Gela, in Sicilia, dove il Pet Coke viene bruciato all’interno della centrale termoelettrica del polo petrolchimico. Guardate qui

Via | Wwf Abruzzo
Foto | Flickr

Veleni: a Ortona in arrivo un carico da 75mila tonnellate l’anno di Pet Coke. Il Wwf affila le armi

Una tassa per favorire il nucleare?

September 2nd, 2010

Una tassa per favorire il nucleare?

I costi degli impianti nucleari stanno schizzando alle stelle? Favoriamo il nucleare tassando gli impianti di produzione di energia da fonti fossili, come il gas e il carbone.

L’idea, secondo quanto riporta il blog Inchiesta Nucleare (curato da Luca Iezzi, giornalista economico di Repubblica e autore del saggio Nucleare? Sì grazie), sarebbe venuta in Inghilterra al ministro dell’Energia Charles Henry, dopo aver preso atto del fatto che anche gli impianti nucleari inglesi hanno qualche problema di costi fuori controllo.

Sempre Iezzi, poi, riporta la notizia data dal New York Times sui costi degli impianti nucleari in costruzione in Bulgaria: una centrale in costruzione lungo il Danubio, infatti, ha visto crescere i costi dai 4 miliardi di dollari originali a 11,5 miliardi.

Il mondo, a quanto pare, è in piena “sindrome Olkiluoto“…

Via | Inchiesta Nucleare, New York Times
Foto | Flickr

Una tassa per favorire il nucleare?

ROMA, LA GRANDE KERMESSE DELLE RINNOVABILI

September 1st, 2010

Si inaugura martedì 7 settembre alla Fiera di Roma, per poi proseguire fino a giovedì 9 settembre, Eolica Expo Mediterranean, il Salone internazionale per l’energia dal vento, che per numero di espositori e visitatori è al quinto posto nel mondo, al terzo in Europa, e al primo nell’area del Mediterraneo. Il suo ruolo di punto di riferimento internazionale del settore si consolida ulteriormente quest’anno, con la partecipazione di oltre 250 aziende (+30% rispetto al 2009). All’evento, visitato da tutta la business community del comparto, sono attesi circa 30.000 operatori, di cui il 30% esteri. Eolica Expo Mediterranean è uno dei principali eventi di ZeroEmission Rome, la grande kermesse dedicata alle energie rinnovabili, alla sostenibilità ambientale, alla lotta ai cambiamenti climatici e all’emission trading che, dall’8 al 10 settembre, propone altri tre saloni tematici: PV Rome Mediterranean (Salone internazionale dell’energia solare per il Mediterraneo); CSP Expo (Salone internazionale delle tecnologie e dell’industria degli impianti solari termodinamici); CO2 Expo (Salone internazionale sui cambiamenti climatici, riduzione di CO2 e mercato dei crediti di carbonio). Anche quest’anno ZeroEmission Rome presenta dati in crescita. Nei suoi quattro padiglioni, registra la partecipazione di oltre 500 espositori ( +25% rispetto al 2009), provenienti da 31 Paesi. I continenti rappresentati sono ben quattro, a conferma del fatto che la green economy è una realtà che, in tutto il mondo, trova in ZeroEmission Rome la kermesse ideale per gli operatori particolarmente interessati all’area del Sud Europa e, più in generale, del bacino del Mediterraneo. (9Colonne)

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ROMA, LA GRANDE KERMESSE DELLE RINNOVABILI

Efficienza energetica: da oggi addio alle vechie lampadine da 75 Watt

September 1st, 2010

Efficienza energetica: da oggi addio alle vechie lampadine da 75 Watt

Procede senza sosta il progressivo addio dell’Europa alle vecchie lampadine a incandescenza: da oggi escono dal mercato quelle da 75 Watt. Potranno essere vendute solo quelle rimaste i magazzino, quindi nel giro di pochi mesi dovrebbe essere praticamente impossibile trovarle sugli scaffali dei negozi.

La decisione di sostituire le vecchie lampade con prodotti più moderni ed efficienti, come le lampade a risparmio energetico fluorescenti o a led, è stata presa dall’Unione europea che, esattamente un anno fa, aveva tolto dal mercato quelle da 100 Watt. Tra un anno esatto toccherà a quelle da 60 Watt, poi a quelle da 40 da 25 Watt nel settembre 2012.

L’Ue ha fatto due calcoli e stima che, sostituendo tutte le lampadine di vecchia generazione con quelle nuove si potrebbero risparmiare fino a 40 miliardi di KW/h l’anno, con conseguente risparmio 15 milioni di tonnellate di CO2. Per fare un paragone: quanto consuma uno stato come la Romania in un anno intero.

Vantaggi, oltre che per l’ambiente, anche economici: una abitazione media europea, quando avrà cambiato tutte le lampadine, potrà risparmiare dai 25 ai 50 euro l’anno sulla bolletta dell’energia elettrica. Valori modesti, se confrontati al vantaggio ambientale, ma che vanno ad affiancare quelli realizzati aggiornando il “parco elettrodomestici” con lavatrici, forni e frigo più efficienti.

Tra le tecnologie sostitutive della vecchia lampadina a filamento l’Europa consiglia i Led: fino all’80% in meno di consumi a parità di luce prodotta e una vita media immensamente più lunga. Ed è su questo fronte, in realtà, che gli europei otterranno i maggiori risparmi.

Via | Parlamento Europeo
Foto | Flickr

Efficienza energetica: da oggi addio alle vechie lampadine da 75 Watt

Brindisi-Cerano: mega fotovoltaico sui terreni inquinati dal carbone? Il patron del Palermo Calcio Zamparini pronto a sfidare Enel

August 31st, 2010

Brindisi-Cerano: mega fotovoltaico sui terreni inquinati dal carbone? Il patron del Palermo Calcio Zamparini pronto a sfidare EnelChe il patron del Palermo Calcio, Maurizio Zamparini, non tema le grandi è noto ormai a tutti, tifosi e non. Ma questa volta la sfida è veramente grossa…

Non parliamo di calcio, però, ma di energia: Zamparini sfida l’Enel. E lo fa nell’ormai famosissima “location” di Brindisi-Cerano che già ospita, oltre ad un concerto l’anno, anche una gigantesca centrale termoelettrica a carbone. Gigantesca ed inquinante, tanto è vero che è vietato coltivare i terreni intorno all’impianto ed è in corso un braccio di ferro Enel-Comune-agricoltori su tutta una serie di risarcimenti. Per finire, come se non bastasse, c’è anche un’inchiesta penale in corso.

Cosa ci fa Zamparini da quelle parti? Un mega impianto fotovoltaico a terra. Ma mega veramente: 500 MW per 1,5 miliardi di investimento su decine e decine di ettari di terreno. Buona parte dello spazio occupato, però, non dovrebbe far arrabbiare i detrattori del fotovoltaico visto che si tratta dei terreni resi non coltivabili dalle ceneri del carbone della vicina centrale termoelettrica di Enel.

Già, Enel… proprio il campione nazionale dell’energia elettrica vorrebbe fare più o meno la stessa cosa, più o meno sugli stessi terreni. Ma molto più in piccolo: 71 MW.

La grande sfida, quindi, è partita. Zamparini è relativamente avvantaggiato: ha presentato la richiesta di autorizzazione prima di Enel e, a detta del quotidiano locale Puglia Oggi, avrebbe già stipulato dei contratti di opzione su gran parte dei terreni da utilizzare. Enel, invece, ha dalla sua la forza industriale e un progetto grande sì, ma non faraonico come quello di Zamparini.

In più Enel potrebbe giocare una carta formidabile: offrire come compensazione ambientale alla costruzione del parco fotovoltaico una riduzione della produzione a carbone della vicina centrale Federico II. Ma, sempre dalle pagine di Puglia Oggi, Donato Leone, responsabile delle relazioni esterne per la macroarea del Sud Italia di Enel, ha già messo le mani avanti:

Prima di tutto, vorrei che fosse chiara una cosa. Enel Green Power non può subire vincoli o restrizioni rispetto ad altri operatori ma deve essere trattata esattamente come tutti gli altri. Detto questo, nella bozza di protocollo, comunque, esiste un paragrafo che contempla proprio questa possibilità, vale a dire la riduzione delle emissioni di CO2 ed, eventualmente, della quantità di carbone bruciato a seguito della produzione di energia da fonti alternative. Non si può, tuttavia, parlare di un vero e proprio vincolo ma di una semplice opzione da discutere con le amministrazioni locali

Via | Puglia Oggi
Foto | Flickr

Brindisi-Cerano: mega fotovoltaico sui terreni inquinati dal carbone? Il patron del Palermo Calcio Zamparini pronto a sfidare Enel

Ogni inglese spreca 2000 sterline di carburante pur di non chiedere informazioni sulla strada

August 31st, 2010

Ogni inglese spreca 2000 sterline di carburante pur di non chiedere informazioni sulla stradaSheilas’ Wheels è un’agenzia di assicurazioni inglese che resterà nella storia per due motivi: il sito web rosa shocking in stile rockabilly e le curiose, ma estremamente interessanti, ricerche che commissiona.

L’ultima di queste ricerche ha a che fare con il consumo di carburante degli inglesi e mostra come i sudditi della regina abbiano la tendenza a sbagliare strada. E a non chiedere indicazioni per ritrovarla. E sta proprio qui il cuore della ricerca visto che l’agenzia stima che, nell’intero arco della sua vita, ogni cittadino del Regno Unito sprechi circa duemila euro di carburante proprio perchè, una volta persa la retta via, non si ferma a chiedere informazioni.

Questa spiacevole abitudine porta ad uno “spreco medio” di 276 miglia l’anno nel caso degli uomini e di 256 miglia nel caso delle donne. Con conseguente consumo ingiustificato di un fiume di benzina o gasolio.

Ma la cosa più divertente, sempre secondo lo studio commissionato da questa coloratissima agenzia di assicurazione dichiaratamente dedicata alle donne, è che mentre il 41% degli uomini è convintissimo di sapere dove sta andando anche quando si è totalmente perso quando si passa al gentil sesso la percentuale scende al 26%.

Dallo studio, noi che il carburante cerchiamo di risparmiarlo, intuiamo che gli inglesi dovrebbero avere un po’ più di umiltà al volante. O dovrebbero farsi un bel navigatore satellitare…

Via | Sheilas Wheels
Foto | Flickr

Ogni inglese spreca 2000 sterline di carburante pur di non chiedere informazioni sulla strada

Carbone: a Brindisi pace impossibile tra Enel, Comune e agricoltori danneggiati

August 30th, 2010

Carbone: a Brindisi pace impossibile tra Enel, Comune e agricoltori danneggiati

La centrale termoelettrica a carbone di Brindisi-Cerano, di proprietà dell’Enel, torna al centro delle polemiche. Dopo la storia del concertone di Irene Grandi e Patty Pravo, di cui vi abbiamo ampiamente parlato nelle settimane scorse, questa volta il problema sono i soldi.

Un sacco di soldi: circa un milione e 200 mila euro che l’Enel dovrebbe dare al Comune, in base all’accordo di programma per la messa in sicurezza e la bonifica del Sic di Brindisi, oltre a quelli che la stessa azienda dovrebbe dare agli agricoltori che, dal 2007, in seguito ad una ordinanza del sindaco non possono coltivare le terre intorno la centrale a causa del pesante inquinamento da polveri di carbone.

Enel, però, ha chiesto al Comune e agli agricoltori di accettare una clausola molto importante: niente soldi senza la rinuncia completa a costituirsi parte civile nel processo penale scaturito dalle indagini della Procura di Brindisi sul presunto inquinamento intorno alla centrale.

Una pretesa assai strana: una cosa sono i processi penali, con le relative costituzioni di parte civile, un’altra sono gli accordi di programma che hanno a che fare con lo sviluppo delle attività di una azienda in collaborazione con il territorio circostante.

E se, come in Italia è d’obbligo, nessuno è colpevole fino all’ultimo grado di giudizio allora per quale motivo Enel chiede, oggi, di rinunciare ad un eventuale risarcimento se, a fine processo penale, venisse accertato l’inquinamento?

Via | Brindisi Report, No al carbone Brindisi
Foto | Forum Ambiente e Salute

Carbone: a Brindisi pace impossibile tra Enel, Comune e agricoltori danneggiati

Petrolio: nuove trivellazioni in Basilicata. Insorge la Ola

August 30th, 2010

Petrolio: nuove trivellazioni in Basilicata. Insorge la Ola

Nuove trivellazioni in cerca di petrolio e gas in Basilicata: l’Assessorato regionale lucano all’Ambiente, infatti,con Determina dirigenziale n.866 del 20 luglio 2010 ha autorizzato la messa in produzione del pozzo Cerro Falcone 2, nel territorio di Calvello (Pz). Un pozzo di proprietà dell’Eni, all’interno del Parco Nazionale dell’ Appennino Lucano Val d’ Agri Lagonegrese e che va a far compagnia ad altri pozzi di Eni e di Shell.

Furiosa la Organizzazione Lucana Ambientalista (Ola), che ricorda come il territorio interessato dalla trivellazione ricada in una zona di elevato interesse naturalistico, già pesantemente danneggiata dalle precedenti estrazioni petrolifere:

la nostra Organizzazione ricorda, invece, l’esposto relativo al pozzo Eni Cerro Falcone 2 ricadente nel SIC Serra di Calvello, ZPS Appennino Lucano Monte Volturino, nonché Zona 1 del Parco nazionale Appennino Lucano, in cui si denunciava agli uffici competenti del Ministero dell’Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare la persistenza del relativo pozzo in spregio alle normative nazionali e comunitarie in materia di “habitat”. La OLA ricorda come il pozzo autorizzato di recente si trovi a poco più di cento metri dalla sorgente acqua dell’Abete, oggetto di due sequestri per inquinamento petrolifero da parte dell’autorità giudiziaria

La Ola, evidentemente, non viene ascoltata se è vero, come afferma, che persino l’Europa non ha gradito le trivellazioni a due passi, se non addirittura dentro, le zone protette lucane:

con nota datata al 24 febbraio 2009 e a firma dell’ex Direttore generale del Ministero dell’Ambiente Div. VII, dott. Aldo Cosentino, inviata agli uffici competenti della Regione Basilicata e al Commissario straordinario dell’Ente Parco nazionale Appennino Lucano, ing. Domenico Totaro, e p.c. alla nostra Organizzazione, il dott. Cosentino scriveva: “..si ricorda che l’attività di ricerca e di estrazione di petrolio nel territorio della Val d’Agri è già stata a suo tempo oggetto di interesse da parte della Commissione Europea, con Reclamo n.2000/5037, per inosservanza della Direttiva 92/43/CEE “Habitat”, art. 6 in materia di Valutazione d’Incidenza. L’archiviazione del caso fu determinata dalla decisione di spostare le attività di trivellazione all’esterno del SIC Serra di Calvello”

Ora, però, le trivelle tornano dentro i Siti di Interesse Comunitario. Vedremo se, anche questa volta, l’Italia si beccherà un altro richiamo dalla Unione Europea

Via | Ola
Foto | Flickr

Petrolio: nuove trivellazioni in Basilicata. Insorge la Ola

Tasse e rinnovabili: l’Agenzia delle Entrate fa chiarezza

August 27th, 2010

Tasse e rinnovabili: l'Agenzia delle Entrate fa chiarezza

La tariffa omnicomprensiva pagata dallo Stato ai cittadini che producono energia verde da fonti rinnovabili, fotovoltaico escluso, è da computare all’interno del reddito familiare? Va pagata l’Iva? E’ necessario aprire una partita Iva per incassare la tariffa?

Domande da commercialista? Più o meno, ma siccome molti esperti del fisco più volte si sono trovati a non sapere quale normativa applicare quando hanno a che fare con le rinnovabili ecco che arriva il chiarimento da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Con una nota apposita l’Agenzia spiega che, fino a 20 KW di potenza e fotovoltaico escluso (per via del Conto Energia che fa storia a parte), l’Iva non va pagata. La tariffa, però, fa reddito:

La tariffa fissa omnicomprensiva versata dal Gestore dei servizi energetici (Gse) alle persone fisiche e gli enti non commerciali che immettono in rete l’energia prodotta con impianti fino a 20 kw usati per alimentare l’abitazione privata o la sede dell’organizzazione non è imponibile ai fini Iva, mentre sul fronte delle imposte dirette rientra tra i redditi diversi

Cosa diversa quando l’impianto è sopra i 20 KW o quando “è destinato a soddisfare principalmente bisogni personali”:

l’immissione in rete dell’energia non autoconsumata costituisce sempre un’attività commerciale quando è effettuata da persone fisiche o enti non commerciali titolari di impianti non destinati a soddisfare principalmente bisogni “personali” o con una potenza superiore ai 20 kw. Una regola valida anche quando i sistemi di produzione sono gestiti da contribuenti che svolgono attività commerciale o di lavoro autonomo. In tutti questi casi, la tariffa omnicomprensiva rappresenta un corrispettivo di vendita soggetto a Iva e, per quanto riguarda la tassazione diretta, un ricavo che concorre alla determinazione del reddito d’impresa

Insomma, se avete, a casa o in azienda, un impianto di produzione di energia da fonte rinnovabile stampate la risoluzione 88/E dell’Agenzia dell’Entrate e portatela dal commercialista. La trovate a questo indirizzo.

Via | Agenzia delle Entrate
Foto | Flickr

Tasse e rinnovabili: l’Agenzia delle Entrate fa chiarezza