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Appello alla camorra:" Mandate i rifiuti tossici in discariche lontane da noi lavoratori"

September 3rd, 2010

Lettera choc dei lavoratori del consorzio bacini alla camorra E’ una lettera aperta choc quella inviata alla camorra dai lavoratori dei Consorzi di bacino. Ci sono 13 istanze e tra queste anche la richiesta di:

Mandare i rifiuti tossici sulle discariche dove noi non ci lavoriamo.

La lettera si apre con la rivelazione:

Noi lavoratori dei consorzi l’abbiamo scoperto attraverso la stampa. L’ha detto Saviano quindi per forza deve essere vero. Tutte quelle storie riportate dalla stampa nazionale dei boss e dei politici che decidono le assunzioni e la carriera nelle ditte della monnezza, i titoli dei giornali che in realtà sono un messaggio per gli affiliati che pilotano gli argomenti da trattate, che usano le pagine come cassa di risonanza. Cari camorristi ci rivolgiamo a voi. Che seppur indirettamente, stiamo lavorando per voi, è un fatto assodato.

Il problema dei lavoratori dei Consorzi di bacino, cioè degli enti che gestiscono il sistema rifiuti in Campania? Mancanza di stipendio e certezze nei contratti. ci sono da ricollocare 424 persone. Lo scorso anno, nel medesimo periodo, l’appello al Clan dei Casalesi.
La politica per ora risponde, attraverso le parole di Giuseppe Caliendo assessore provinciale all’Ambiente e rifiuti:

Gli sprechi devono finire. Non voglio fare processi al passato ma abbiamo ereditato una situazione pesantissima. Ci sono ritardi nella costruzione degli impianti e pur non colpevolizzando chi c’era prima di noi, la realtà è questa.

Via | Il Mattino, ed. 3 settembre 2010, pag. 36

Appello alla camorra:” Mandate i rifiuti tossici in discariche lontane da noi lavoratori”

Wwf Sicilia: la pre-apertura della caccia favorisce chi non rispetta le regole

September 2nd, 2010

Ecoblog Caccia Intervista a Rizza Presidente Wwf Sicilia
Caricato da blogovideo. - Animali divertenti, guarda i video.

Giusto ieri, in molte regioni italiane, ha aperto la stagione della caccia 2010-2011, con le solite giustificate polemiche dovute all’anticipo sui tempi deciso dai vari assessori regionali. Un anticipo che mette in serio pericolo la riproduzione di molte specie di animali.

Su quest’argomento ho raggiunto al telefono il presidente del Wwf Sicilia per farmi spiegare quali sono le preoccupazioni maggiori della sua associazione, che sta preparando ricorso al Tar come molte altre.

Vi propongo una sintesi di ciò che mi ha detto, scusandomi con la qualità dell’audio che non è eccellente (come al solito, nelle interviste telefoniche va sempre così…). Tra le varie cose che mi ha fatto notare una mi ha colpito: in Sicilia (ma il discorso vale per molte regioni italiane, specialmente quelle del sud) è ancora emergenza incendi. Con due conseguenze.

La prima è sugli animali, messi a dura prova dai roghi che, ora, si vedono spuntare anche le doppiette. La seconda è sui cacciatori che, qualora volessero sgarrare e cacciare ciò che gli pare senza tener conto delle scadenze previste dal calendario venatorio, potrebbero farlo in tutta tranquillità: gli uomini del Corpo Forestale dello Stato, cioè coloro che dovrebbero tenerli sott’occhio, per almeno altri quindici giorni saranno impegnati a spegnere i fuochi…

Wwf Sicilia: la pre-apertura della caccia favorisce chi non rispetta le regole

Caccia: da oggi si spara in mezza Italia. I ricorsi degli ambientalisti, l’appello di Giorgia

September 1st, 2010

Caccia: da oggi si spara in mezza Italia. I ricorsi degli ambientalisti, l'appello di GiorgiaInizia oggi, in oltre la metà delle regioni italiane, la stagione venatoria 2010-2011. E, come ogni anno, gli ambientalisti si preparano a dar battaglia.

Legambiente, Wwf, Lipu, Lav e altre associazioni anticaccia hanno già annunciato che faranno ricorso ai vari Tribunali amministrativi regionali contro un calendario che, anticipando di un paio di settimane l’apertura della stagione delle doppiette, mette a rischio la riproduzione di molti animali.

Il problema, infatti, è sempre quello: la fine dell’estate coincide con il periodo riproduttivo di molte specie e quindi, uccidendo le madri, spesso muoiono indirettamente anche cuccioli e pulcini con conseguente strage di fauna.

Arrivano anche le prime prese di posizione da parte del mondo della cultura e dello spettacolo. Da citare la cantante Giorgia che, dal sito “Il respiro“, ha lanciato un appello diretto ai cacciatori:

Piuttosto, voi, fermatevi a guardare il volo di un uccello. E’ arte, è vita. E poi guardatevi la mano che stringe il fucile, oppure guardate l’uccello da richiamo che vi siete portati da casa dopo averlo accecato per farlo strillare bene. Io vi chiedo: quando andate a letto alla sera, non vi sentite un po’ fuori luogo?

Via | Il respiro
Foto | Flickr

Caccia: da oggi si spara in mezza Italia. I ricorsi degli ambientalisti, l’appello di Giorgia

Carbone: a Brindisi pace impossibile tra Enel, Comune e agricoltori danneggiati

August 30th, 2010

Carbone: a Brindisi pace impossibile tra Enel, Comune e agricoltori danneggiati

La centrale termoelettrica a carbone di Brindisi-Cerano, di proprietà dell’Enel, torna al centro delle polemiche. Dopo la storia del concertone di Irene Grandi e Patty Pravo, di cui vi abbiamo ampiamente parlato nelle settimane scorse, questa volta il problema sono i soldi.

Un sacco di soldi: circa un milione e 200 mila euro che l’Enel dovrebbe dare al Comune, in base all’accordo di programma per la messa in sicurezza e la bonifica del Sic di Brindisi, oltre a quelli che la stessa azienda dovrebbe dare agli agricoltori che, dal 2007, in seguito ad una ordinanza del sindaco non possono coltivare le terre intorno la centrale a causa del pesante inquinamento da polveri di carbone.

Enel, però, ha chiesto al Comune e agli agricoltori di accettare una clausola molto importante: niente soldi senza la rinuncia completa a costituirsi parte civile nel processo penale scaturito dalle indagini della Procura di Brindisi sul presunto inquinamento intorno alla centrale.

Una pretesa assai strana: una cosa sono i processi penali, con le relative costituzioni di parte civile, un’altra sono gli accordi di programma che hanno a che fare con lo sviluppo delle attività di una azienda in collaborazione con il territorio circostante.

E se, come in Italia è d’obbligo, nessuno è colpevole fino all’ultimo grado di giudizio allora per quale motivo Enel chiede, oggi, di rinunciare ad un eventuale risarcimento se, a fine processo penale, venisse accertato l’inquinamento?

Via | Brindisi Report, No al carbone Brindisi
Foto | Forum Ambiente e Salute

Carbone: a Brindisi pace impossibile tra Enel, Comune e agricoltori danneggiati

Petrolio: nuove trivellazioni in Basilicata. Insorge la Ola

August 30th, 2010

Petrolio: nuove trivellazioni in Basilicata. Insorge la Ola

Nuove trivellazioni in cerca di petrolio e gas in Basilicata: l’Assessorato regionale lucano all’Ambiente, infatti,con Determina dirigenziale n.866 del 20 luglio 2010 ha autorizzato la messa in produzione del pozzo Cerro Falcone 2, nel territorio di Calvello (Pz). Un pozzo di proprietà dell’Eni, all’interno del Parco Nazionale dell’ Appennino Lucano Val d’ Agri Lagonegrese e che va a far compagnia ad altri pozzi di Eni e di Shell.

Furiosa la Organizzazione Lucana Ambientalista (Ola), che ricorda come il territorio interessato dalla trivellazione ricada in una zona di elevato interesse naturalistico, già pesantemente danneggiata dalle precedenti estrazioni petrolifere:

la nostra Organizzazione ricorda, invece, l’esposto relativo al pozzo Eni Cerro Falcone 2 ricadente nel SIC Serra di Calvello, ZPS Appennino Lucano Monte Volturino, nonché Zona 1 del Parco nazionale Appennino Lucano, in cui si denunciava agli uffici competenti del Ministero dell’Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare la persistenza del relativo pozzo in spregio alle normative nazionali e comunitarie in materia di “habitat”. La OLA ricorda come il pozzo autorizzato di recente si trovi a poco più di cento metri dalla sorgente acqua dell’Abete, oggetto di due sequestri per inquinamento petrolifero da parte dell’autorità giudiziaria

La Ola, evidentemente, non viene ascoltata se è vero, come afferma, che persino l’Europa non ha gradito le trivellazioni a due passi, se non addirittura dentro, le zone protette lucane:

con nota datata al 24 febbraio 2009 e a firma dell’ex Direttore generale del Ministero dell’Ambiente Div. VII, dott. Aldo Cosentino, inviata agli uffici competenti della Regione Basilicata e al Commissario straordinario dell’Ente Parco nazionale Appennino Lucano, ing. Domenico Totaro, e p.c. alla nostra Organizzazione, il dott. Cosentino scriveva: “..si ricorda che l’attività di ricerca e di estrazione di petrolio nel territorio della Val d’Agri è già stata a suo tempo oggetto di interesse da parte della Commissione Europea, con Reclamo n.2000/5037, per inosservanza della Direttiva 92/43/CEE “Habitat”, art. 6 in materia di Valutazione d’Incidenza. L’archiviazione del caso fu determinata dalla decisione di spostare le attività di trivellazione all’esterno del SIC Serra di Calvello”

Ora, però, le trivelle tornano dentro i Siti di Interesse Comunitario. Vedremo se, anche questa volta, l’Italia si beccherà un altro richiamo dalla Unione Europea

Via | Ola
Foto | Flickr

Petrolio: nuove trivellazioni in Basilicata. Insorge la Ola

Tasse e rinnovabili: l’Agenzia delle Entrate fa chiarezza

August 27th, 2010

Tasse e rinnovabili: l'Agenzia delle Entrate fa chiarezza

La tariffa omnicomprensiva pagata dallo Stato ai cittadini che producono energia verde da fonti rinnovabili, fotovoltaico escluso, è da computare all’interno del reddito familiare? Va pagata l’Iva? E’ necessario aprire una partita Iva per incassare la tariffa?

Domande da commercialista? Più o meno, ma siccome molti esperti del fisco più volte si sono trovati a non sapere quale normativa applicare quando hanno a che fare con le rinnovabili ecco che arriva il chiarimento da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Con una nota apposita l’Agenzia spiega che, fino a 20 KW di potenza e fotovoltaico escluso (per via del Conto Energia che fa storia a parte), l’Iva non va pagata. La tariffa, però, fa reddito:

La tariffa fissa omnicomprensiva versata dal Gestore dei servizi energetici (Gse) alle persone fisiche e gli enti non commerciali che immettono in rete l’energia prodotta con impianti fino a 20 kw usati per alimentare l’abitazione privata o la sede dell’organizzazione non è imponibile ai fini Iva, mentre sul fronte delle imposte dirette rientra tra i redditi diversi

Cosa diversa quando l’impianto è sopra i 20 KW o quando “è destinato a soddisfare principalmente bisogni personali”:

l’immissione in rete dell’energia non autoconsumata costituisce sempre un’attività commerciale quando è effettuata da persone fisiche o enti non commerciali titolari di impianti non destinati a soddisfare principalmente bisogni “personali” o con una potenza superiore ai 20 kw. Una regola valida anche quando i sistemi di produzione sono gestiti da contribuenti che svolgono attività commerciale o di lavoro autonomo. In tutti questi casi, la tariffa omnicomprensiva rappresenta un corrispettivo di vendita soggetto a Iva e, per quanto riguarda la tassazione diretta, un ricavo che concorre alla determinazione del reddito d’impresa

Insomma, se avete, a casa o in azienda, un impianto di produzione di energia da fonte rinnovabile stampate la risoluzione 88/E dell’Agenzia dell’Entrate e portatela dal commercialista. La trovate a questo indirizzo.

Via | Agenzia delle Entrate
Foto | Flickr

Tasse e rinnovabili: l’Agenzia delle Entrate fa chiarezza

Prove di fusione nucleare a Frascati

August 23rd, 2010

Ricercatori a lavoro a Frascati per gli esperimenti di fusione nucleare

Frascati non è solo una graziosa cittadina famosa per il suo vinello, ma è sede dei laboratori dell’Enea Fusione e forse passerà alla storia anche per essere una delle città in cui è stata realizzata la fusione nucleare. I risultati dell’esperimento condotto a luglio sono stati pubblicati Nuclear Fusion di agosto.

Riferisce Il Tempo che proprio tra le colline di Frascati:

Un gruppo di scienziati ha riprodotto una scarica di neutroni a 200 milioni di gradi centigradi che nello spazio di un metro passa in un lampo allo zero assoluto. È la fusione nucleare (due nuclei di idrogeno si fondono formando un nucleo più pesante di elio) una fonte di energia inesauribile e pulita (è come accendere una stella sulla Terra) in cui sono riposte le speranze dell’umanità.

Siamo nel cuore del progetto ITER, International Thermonuclear Experimental Reactor, che spiega Paola Batistoni:

Un progetto a cui partecipano Unione europea, Giappone, Russia, Stati Uniti, Cina, Corea del Sud e India. L’obiettivo è di poter disporre un giorno di un’energia che mandi in soffitta le attuali centrali nucleari a fissione e, allo stesso tempo, consenta all’uomo di emanciparsi dai combustibili inquinanti e in via di esaurimento.

Riferisce l’Agenzia Dire:

Un prototipo del sistema (oltre un metro di spessore) che comprende il mantello, il vessel e i magneti superconduttori è stato realizzato e irraggiato con il generatore di neutroni del centro Enea di Frascati. Il debolissimo riscaldamento di origine nucleare risultante nei materiali superconduttori è stato misurato mediante dosimetri ad alta sensibilità, opportunamente calibrati, e confrontato con le previsioni ottenute con calcoli numerici.

Paola Batistoni è una degli scienziati che lavora a Frascati con Aldo Pizzuto, direttore dell’ubnità tecnica, Rosaria Villari responsabile dei calcoliu, Maurizio Angelone responsabile degli esperimenti e i tecnici Giuseppe Spatafora e Guglielmo Pagano.
Foto | Enea

Prove di fusione nucleare a Frascati

Basso vicentino, è boom per le case ecologiche prefabbricate

August 23rd, 2010

Una casa passiva a Montegaldella in procincia di vicenza costruita dalla meranese haus idea

Riferisce Il Giornale di Vicenza che nel basso vicentino è boom di case ecologiche. Secondo una proiezione, di cui però non citano le fonti, nei prossimi anni, nell’aerea 7 case su 100 saranno case costruite secondo i criteri della casa passiva.

In pratica la casa passiva è una casa che consente sia di risparmiare energia, sia di autoprodurla. Per arrivare a tanta saggezza bisogna affidarsi a architetti competenti in bioedilizia e che conoscano le tecniche per il risparmio energetico e che siano capaci di usare materiali in grado di avere la minore dispersione possibile. Il punto quindi è che non basta mettere 4 infissi e un pannello solare per avere una casa passiva, è chiaro.

Racconta il GdV:

A Montegaldella, per esempio, negli ultimi tempi ne sono state realizzate due, l’ultima delle quali in via Querini. Nella vicina Montegalda sorgerà il primo condominio “passivo” della zona, interamente costruito in legno: avrà un sistema di riscaldamento realizzato senza caldaia e termosifoni, con un impianto che – stando alle previsioni- garantisce un notevole risparmio energetico. Così anche a Mestrino dove stanno per cominciare i lavori su uno stabile di 8 appartamenti.

Le case passive hanno anche il vantaggio di essere prefabbricate. Spiega Antonio Pettenuzzo progettista della Haus Idea di Monaco con sede anche a Merano:

Le pareti arrivano già complete con le condutture per i sanitari e per l’impianto elettrico; i pavimenti accolgono già il riscaldamento, la scala è praticamente già montata e viene installata in soli 30 secondi. Fino a poco tempo fa in Italia nessuno adottava questa soluzione.

Basso vicentino, è boom per le case ecologiche prefabbricate

Chi abbandona i rifiuti è tre volte coglione…

August 17th, 2010

Abbandoni i rifiuti? Sei tre volte coglione Prendo a prestito questa bellissima immagine che gira da qualche giorno su Facebook.

A me l’ha segnalata Domenico Finiguerra sindaco di Cassinetta. L’autore del cartello ha esposto le giuste considerazioni nelle campagne di Altamura evidentemente vessate da abbandono incivile di rifiuti.

Come non condividerne le analisi?

Foto | Facebook

Chi abbandona i rifiuti è tre volte coglione…

Sardegna, i pastori protestano contro la crisi del settore agro-pastorale

August 13th, 2010

In Sardegna si vivono in queste ore momenti difficili a causa della protesta dei pastori che chiedono al Governo maggiori attenzioni per sostenere e superare la crisi che affligge il settore. Di fatto il latte prodotto in Sardegna viene svenduto e

I pastori sono le sentinelle della Sardegna: conoscono il territorio e lo curano prevenendo con la manutenzione molti problemi. Con i pastori anche gli agricoltori. I gruppi, che oggi hanno affrontato il terzo round di proteste, bloccando l’aeroporto di Olbia, sono guidati da Felice Floris presidente del Movimento Pastori Sardi.

Spiega Floris:

Tutto quello che pastori e agricoltori producono vale sempre meno, mentre aumentano in maniera ingiustificata i costi di produzione. Situazione che sta distruggendo ovunque in Sardegna decine di aziende, mentre la giunta regionale continua a fare promesse che ormai non incantano nessuno, senza adottare le misure urgenti contenute nella piattaforma presentata dal Movimento. I pastori non ne possono più. Stato e Regione, dopo averci incoraggiato a investire nell’ammodernamento delle aziende, non tutelano le produzioni agricole e zootecniche in sede europea e ora gli allevatori sono carichi di debiti e ogni giorno rischiano il fallimento.

Via | La Nuova Sardegna

Dopo il salto uno dei video dedicato al Movimento pastori sardi.

Sardegna, i pastori protestano contro la crisi del settore agro-pastorale