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Eco Tuning? Come trasformare una vecchia VW Jetta Tdi in una sportivetta (forse) ecologica

July 30th, 2010

Il co-fondatore del Factory Five Racing team, Mark Smith, si è dato ad una sfida a dir poco bizzarra: trasformare una vecchia VW Jetta Tdi in una coupè due sportelli da 140 miglia orarie. Il tutto con una percorrenza di 60 miglia a gallone.

Chiariamo subito: non sono numeri da favola, parliamo di un consumo tra i 25 e i trenta chilometri a litro, ma il progetto è interessante anche se è ben farcito di greenwashing.

I lavori da effettuare sulla vecchia Jetta, infatti, consistono principalmente nella riduzione del peso (800 libbre in totale), nello spostamento del motore dall’asse anteriore a quello posteriore (per equilibrare i pesi) e nel riciclare buona parte della lamiera asportata dall’auto originale.

Il risultato è un’auto che corre di più, pesa e consuma di meno. Ecologica è una parola grossa che probabilmente non si addice a questo progetto ma la riduzione del peso e il riutilizzo dei materiali sono comunque una strategia apprezzabile per ridurre i consumi. E poi è bella…

Via | Green Auto Blog

Eco Tuning? Come trasformare una vecchia VW Jetta Tdi in una sportivetta (forse) ecologica

VENETO, ESPANSIONE DEL BIOGAS NEL SETTORE AGRICOLO

December 15th, 2009

Il dato è significativo: per il biogas le richieste di contributo presentate alla Regione Veneto, ad agosto 2009, sono state in totale 40: 13 nel 2007, 16 nel 2008 e già 11 nei primi otto mesi nel 2009. Le province con maggiori domande sono state Rovigo (11), Verona (9) e Vicenza (7). Come mai? I vantaggi della diffusione del biogas in agricoltura sono notevoli e si possono riassumere, come segnala il Settore Studi economici di Veneto Agricoltura, nella valorizzazione degli scarti organici e nella riduzione dell’effetto serra, anche attraverso la produzione ed utilizzo di energie rinnovabili. In particolare in ambito zootecnico non sono trascurabili altri vantaggi legati alla stabilizzazione e deodorizzazione dei liquami, la devitalizzazione dei semi infestanti e la riduzione della carica patogena. Ciò consente un forte miglioramento della sostenibilità degli allevamenti e in generale un’importante integrazione di reddito, sia attraverso la vendita dell’energia elettrica che grazie all’aumento dell’autonomia energetica. Il Piano di Sviluppo Rurale (PSR) 2007-13 sta dando perciò un forte contributo all’espansione degli impianti per la produzione di biogas tra le aziende agricole, molte delle quali stanno già sperimentando l’energia solare. La combinazione di provvidenze messe a disposizione dal PSR e le forme di incentivazioni legate ai certificati verdi stanno quindi favorendo gli investimenti delle aziende agricole in questa area. Rispetto alla potenza elettrica, quasi tutti gli impianti hanno dimensioni inferiori a 1 MW (38 impianti in Veneto); in termini di investimento da sostenere e di efficienza energetica, questa soluzione è la più appropriata per gli allevamenti e per le aziende agricole, le quali utilizzano in maggior parte biomassa di provenienza interna o con eventuali aggiunte esterne. Quali le principali fonti di biomassa? Gli impianti vengono per lo più alimentati da reflui di origine zootecnica (26), tra i quali dominano quelli di origine bovina (18), in genere integrati da prodotti agricoli vegetali (cereali), che sono utili al miglioramento del processo di fermentazione anaerobica. Diversi impianti (12) hanno come fonte esclusiva proprio i prodotti agricoli vegetali, che possono anche essere coltivati a questo fine. Un ultimo interessante dato: sono due gli impianti che si basano esclusivamente su forniture esterne. (9Colonne)

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Tonno rosso: approvata la riduzione del 40% delle catture

November 22nd, 2009

Tonno rossoPiù volte abbiamo parlato su Ecoblog della questione relativa al tonno rosso e al fatto che la riduzione del suo stock stesse portando questa specie all’estinzione. Dopo numerosi tira e molla, nei quali anche il nostro Paese non si è certo distinto come leader per raggiungere il fermo della caccia, è finalmente arrivato un accordo importantissimo a livello planetario.

Infatti l’ICCAT, l’organizzazione internazionale che gestisce la pesca del tonno rosso nell’Atlantico e nel Mediterraneo, ha approvato all’unanimità una proposta dell’UE per ridurre già dall’anno prossimo del 40% le catture, passando quindi dalle attuali 22.000 a 13.500. L’assemblea generale ha preso altre misure per la protezione del tonno rosso.

In primo luogo la stagione di pesca sarà ridotta a un solo mese che andrà dal 15 maggio al 15 giugno senza alcuna possibilità di proroghe per il maltempo. Inoltre i Paesi membri dell’ICCAT si sarebbero impegnati a lavorare di comune accordo per la riduzione della capacità delle loro flotte, con l’obiettivo di dimezzarle entro il 2011.

Notizie positive arrivano infine dalla Commissione Europea la quale ha indicato come sia stato preso anche l’impegno a sospendere la pesca del tonno rosso qualora nuovi dati scientifici l’anno prossimo dovessero evidenziare un aggravamento nella riduzione dello stock della specie. Sarà finalmente la volta buona?

Via | Europolitics.info
Foto | Flickr



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