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Riduzione tariffe incentivanti fotovoltaico: il caso tedesco

July 5th, 2011

Impianto FotovoltaicoLeggevo nei giorni scorsi (con una certa curiosità) del caso della Germania relativo agli incentivi al fotovoltaico; ebbene, nel corso dell’ultimo semestre, le installazioni di questa tecnologia sarebbero diminuite drasticamente, tanto che, se non ci sarà una inversione di tendenza nell’anno in corso, si potrebbe registrare una diminuzione del 60% della potenza installata rispetto al 2010.

Se così fosse si tratterebbe di numeri non da poco che assumerebbero una valenza di un certo spessore se si considera che, appena nel 2010, era stato programmato (alla stregua di quanto accaduto qui da noi con l’introduzione del Quarto Conto Energia) un ridimensionamento delle tariffe incentivanti inversamente proporzionale all’aumentare del numero di impianti fotovoltaici installati per l’anno in corso.

Una delle possibili spiegazioni a questa brusca frenata potrebbe quindi essere ricercata sulle minori certezze negli investimenti che avrebbero dissuaso parecchie persone a puntare sul fotovoltaico. Premesso ciò mi chiedo: se questo succede in Germania, dove grazie a politiche lungimiranti si è riusciti a creare anche un sistema industriale di produzione delle tecnologie stesse, cosa ne sarà del fotovoltaico italiano? Forse il settore ha dei prezzi ancora proibitivi per pensare che le tariffe incentivanti possano cessare di esistere in pochi anni?

Certo, sappiamo che gli incentivi alle rinnovabili nascono con un chiaro intento che è quello di permettere a tecnologie emergenti e dai costi elevati di avere diffusione nel mercato; il punto però è proprio questo: il settore del fotovoltaico è già pronto a marciare con le proprie gambe o è ancora troppo presto? I numeri tedeschi ci indicano (forse) che i tempi non sono ancora maturi.

La mia però è soltanto una riflessione personale e l’economia, si sa, è una disciplina spesso poco prevedibile. Intanto dalla Germania fanno sapere che, dato che la potenza non ha superato la soglia stabilita dalla legislazione, non verrà applicata alcuna decurtazione delle tariffe al fotovoltaico (che sarebbe dovuta essere di almeno il 3%) per l’anno in corso; si sarebbero infatti dovuti superare 875 MW nel periodo marzo-maggio 2011 e andare cioè oltre 3.500 MW su base annua.

Via | Energymanager.net
Foto | Flickr

Riduzione tariffe incentivanti fotovoltaico: il caso tedesco

Decreto rinnovabili: la proposta del Gifi e quella degli altri

April 11th, 2011

Decreto rinnovabili: la proposta del Gifi e quella degli altriVolevate una conferma dello scontro che si sta consumando, causa decreto “ammazza rinnovabili”, tra le associazioni di categoria dell’energia fotovoltaica? Eccola, basta mettere a confronto le proposte sul nuovo Conto Energia, il quarto, fatte dal Gifi-Confindustria e dalle altre associazioni.

Prima di vederle nel dettaglio ricordiamo che il Gifi, cioè il Gruppo imprese fotovoltaiche italiane, appartiene a Confindustria. Associazione che, a sua volta, sta trattando con il ministro per lo Sviluppo economico, Paolo Romani, sul ritorno al nucleare in Italia.

Le altre associazioni, invece, sono: Aper, Assosolare, Asso Energie Future, e Grid Parity che hanno stilato una proposta congiunta. Se le male lingue avessero ragione a pensare che Confindustria sta cedendo sull’energia fotovoltaica pur di non perdere l’affare nucleare, allora dovrebbe emergere abbastanza chiaramente che la proposta Gifi è molto più vicina di quella congiunta al concetto di “ammazza rinnovabili”. E’ maledettamente vero, dopo il salto vediamo perché…

Ecco la proposta del Gifi:

Estensione delle tariffe del 3° Conto Energia (2° Quadrimestre) fino al 30 settembre, mantenendo l’assegnazione delle tariffe in base all’entrata in esercizio. A partire dal mese di ottobre si applicheranno le seguenti riduzioni mensili fino a dicembre:

Edifici•1 – 1000 kWp: 8%/mese•>1000 kWp: 10%/mese

Altro•1 – 200 kWp: 8%/mese•200 – 1000 kWp: 13% a ottobre, 8% a novembre, 8% a dicembre •>1000 kWp: 10%/mese

Potenza massima incentivabile (Cap anno 2011): 9,5 GWp cumulato

Anno 2012 e seguenti

Edifici e Altro: Gennaio 2012 (rispetto a dicembre 2011)

•1 – 1000 kWp: 5%•> 1000 kWp: 10%

Per ogni trimestre successivo (1 aprile, 1 luglio, 1 ottobre, 1 gennaio di ogni anno):

•1 – 200 kWp: 3%/trimestre (fisso)
•> 200 kWp: 4%/trimestre

A queste ultime riduzioni si applica un meccanismo autoregolatorio che preveda un’ulteriore riduzionein funzione della velocità d’installazione degli impianti. Tale meccanismo prevede un ulteriore 2% di riduzione della tariffa da aggiungere alla riduzione già prefissata al cambio trimestre per ogni mese di anticipo con cui si raggiunge l’obiettivo trimestrale in MWp, in modo da avere a disposizione una riduzione massima possibile fino all’8% a trimestre.

In caso di mancato raggiungimento di almeno i due terzi dell’obiettivo trimestrale, non si applica lariduzione tariffaria prefissata per il trimestre successivo. Nel caso in cui il cumulato nei trimestri successivi al primo di ogni anno non raggiungesse la soglia dei due terzi della potenza-obiettivo cumulata, la riduzione tariffaria non sarà applicata. Obiettivo dal 2012: 3 GWp/anno.

In pratica è quello che prevede il decreto “ammazza rinnovabili”, persino prima delle limature concesse per far star buona Stefania Prestigiacomo e farlo passare in Consiglio dei Ministri. Cambiano solo i tempi: i tagli sono leggermente più graduali. Poi resta sia il tetto alla quantità di impianti che si possono installare, sia la disincentivazione al fotovoltaico a terra.

Ecco, invece i punti principali della proposta di Aper, Asso Energie Future, Assosolare e Grid Parity:

a) Salvaguardia degli investimenti già avviati dalle imprese, con certezza delle tariffe fissate solo seimesi fa nel III Conto Energia, almeno fino a fine anno

b) Nessun limite alle installazioni, annuale o cumulato, per tipologia o per taglia. Quindi niente tetto annuale sui megawatt installati e niente tetto complessivo al 2020

c) Diminuzione costante delle tariffe sul modello tedesco fino a un taglio che può arrivare a unmassimo del 20% nel 2012

d) Per chi comincia a costruire oggi (a metà 2011), riduzione degli incentivi non superiore al 10% (piùun ulteriore 4% in caso di raggiungimento anticipato della soglia di 9,5 GW)

Secondo voi, a questo punto, a chi darà ragione Paolo Romani?

Via | Gifi, Asso Energie Future
Foto | Flickr

Decreto rinnovabili: la proposta del Gifi e quella degli altri