Posts Tagged ‘quarto-conto’

Riduzione tariffe incentivanti fotovoltaico: il caso tedesco

July 5th, 2011

Impianto FotovoltaicoLeggevo nei giorni scorsi (con una certa curiosità) del caso della Germania relativo agli incentivi al fotovoltaico; ebbene, nel corso dell’ultimo semestre, le installazioni di questa tecnologia sarebbero diminuite drasticamente, tanto che, se non ci sarà una inversione di tendenza nell’anno in corso, si potrebbe registrare una diminuzione del 60% della potenza installata rispetto al 2010.

Se così fosse si tratterebbe di numeri non da poco che assumerebbero una valenza di un certo spessore se si considera che, appena nel 2010, era stato programmato (alla stregua di quanto accaduto qui da noi con l’introduzione del Quarto Conto Energia) un ridimensionamento delle tariffe incentivanti inversamente proporzionale all’aumentare del numero di impianti fotovoltaici installati per l’anno in corso.

Una delle possibili spiegazioni a questa brusca frenata potrebbe quindi essere ricercata sulle minori certezze negli investimenti che avrebbero dissuaso parecchie persone a puntare sul fotovoltaico. Premesso ciò mi chiedo: se questo succede in Germania, dove grazie a politiche lungimiranti si è riusciti a creare anche un sistema industriale di produzione delle tecnologie stesse, cosa ne sarà del fotovoltaico italiano? Forse il settore ha dei prezzi ancora proibitivi per pensare che le tariffe incentivanti possano cessare di esistere in pochi anni?

Certo, sappiamo che gli incentivi alle rinnovabili nascono con un chiaro intento che è quello di permettere a tecnologie emergenti e dai costi elevati di avere diffusione nel mercato; il punto però è proprio questo: il settore del fotovoltaico è già pronto a marciare con le proprie gambe o è ancora troppo presto? I numeri tedeschi ci indicano (forse) che i tempi non sono ancora maturi.

La mia però è soltanto una riflessione personale e l’economia, si sa, è una disciplina spesso poco prevedibile. Intanto dalla Germania fanno sapere che, dato che la potenza non ha superato la soglia stabilita dalla legislazione, non verrà applicata alcuna decurtazione delle tariffe al fotovoltaico (che sarebbe dovuta essere di almeno il 3%) per l’anno in corso; si sarebbero infatti dovuti superare 875 MW nel periodo marzo-maggio 2011 e andare cioè oltre 3.500 MW su base annua.

Via | Energymanager.net
Foto | Flickr

Riduzione tariffe incentivanti fotovoltaico: il caso tedesco

3Sun, il fotovoltaico made in Sicily, ai nastri di partenza?

June 16th, 2011

3Sun, il fotovoltaico made in Sicily, ai nastri di partenzaSul sito web del Sole 24 Ore esce oggi un piccolo reportage sulle imprese siciliane attive nel settore delle energie rinnovabili. Per la precisione imprese del sud-est siciliano, province di Catania, Ragusa e Siracusa. Tra le poche notizie riportate nell’articolo (e non è strano, è un reportage e non un’inchiesta…) ce n’è una importante: ai primi di luglio 3Sun “avvierà nella piana di Catania la più grande fabbrica italiana di produzione di pannelli fotovoltaici”, per iniziare a produrre realmente forse già in autunno.

3Sun, per chi non lo ricordasse, è la joint venture paritaria tra Enel, Sharp e StMicroelectronics. In quest’impresa “il pubblico” ha un ruolo di peso: prima di tutto perché il Cipe (Il Comitato interministeriale per la programmazione economica del Consiglio dei Ministri), che è retto guarda caso dal sicilianissimo Gianfranco Micciché, nel progetto ci mette ben 49.055.000 euro (delibera 74 del 2010).

Poi perché sia Enel che StMicroelectronics sono società semipubbliche, rispettivamente italiana e italo-francese (quest’ultima con Areva nel capitale).

Che “il pubblico” voglia investire nelle rinnovabili, in ogni caso, non c’è affatto nulla di male, anzi. Semmai il problema è un altro: lo strabismo (di Mercurio, non di Venere) della politica energetica italiana. L’avvio dell’avvio della semipubblica 3Sun, infatti, viene a cadere in pieno Quarto Conto Energia mentre la sua definizione societaria nasce con il Terzo Conto Energia. Le trattative tra Enel, StM e Sharp, però, c’è da scommettere che siano iniziate in pieno Secondo Conto Energia.

L’annuncio, con tanto di reportage, dello “stato dell’arte” di 3Sun, infine, viene dato dal Sole. Che è il giornale di Confindustria, associazione che fino a pochi giorni fa ha lottato strenuamente per il ritorno al nucleare italiano e, tramite il Gifi-Anie, per l’abbattimento degli incentivi statali all’energia fotovoltaica. Obbiettivo, tra l’altro, perfettamente raggiunto col decreto “ammazza rinnovabili” e il Quarto Conto Energia.

3Sun, però, a regime dovrebbe riuscire a produrre 240 MW l’anno di pannelli fotovoltaici a tecnologia giapponese Sharp. Li manderemo all’estero?

Via | Il Sole 24 Ore
Foto | Flickr

3Sun, il fotovoltaico made in Sicily, ai nastri di partenza?

INAUGURATA LA BARRIERA SOLARE DELLA TRANSPOLESANA

May 23rd, 2011

E’ diventa realtà la barriera fotovoltaica e fonoassorbente più lunga d’Europa installata lungo la S.S. 434 “Transpolesana” in località Vallese di Oppeano in provincia di Verona. Un traguardo che rende orgogliosa EL.ITAL. S.p.A., la società irpina che ha partecipato alla costruzione dell’opera fornendo i propri moduli fotovoltaici ad alta performance per la produzione di energia elettrica.

La barriera, realizzata in project financing, con la compartecipazione di Anas e della società Far System (Gruppo Tosoni), oltre ad essere la più lunga sul Vecchio Continente con i suoi 1,7 chilometri, permetterà anche di risolvere le problematiche del rumore e dell’inquinamento da polveri sottili, producendo quasi 800 mila Kw/ora annui di energia con un forte risparmio sulle immissioni di Co2 nell’atmosfera. Notevoli sono, infatti, i vantaggi per l’ambiente in particolare per la qualità dell’aria, la riduzione dell’effetto serra (e le piogge acide) e il processo di riscaldamento globale. L’impianto lungo 1.700 metri, ricopre una superficie di 8.150 mq con oltre 5.100 pannelli fotovoltaici (da 75 e 231 Wp). Il generatore è dotato di un sistema di monitoraggio che permette in tempo reale di individuare eventuali anomalie di funzionamento ed intervenire prontamente in caso di guasti e pericoli per la sicurezza. L’introduzione del sistema fotovoltaico determinerà la riduzione annua di 493.830 kg di Co2 e 1.395 kg di NOx con un risparmio di 174 tep (Tonnellate Equivalenti di Petrolio). L’energia prodotta dalla barriera in un anno sarà sufficiente a soddisfare il fabbisogno energetico medio di 700 persone. Massimo Pugliese, amministratore di El.Ital Spa. intervenuto durante la cerimonia di inaugurazione ha detto che “quest’opera premia l’ingegno di chi ha lungimiranza. Rispetto all’introduzione del Quarto Conto Energia assisteremo, infatti, ad un calo notevole dei grandi impianti a terra mentre saranno premiate maggiormente la qualità e l’ingegnosità degli impianti. La barriera fotovoltaica-fonoassorbente che oggi viene inaugurata di sicuro rappresenta il migliore esempio in tal senso”. (9colonne)

The rest is here:
INAUGURATA LA BARRIERA SOLARE DELLA TRANSPOLESANA

Quarto Conto Energia: Marco Codognola Ad, Actelios Solar

May 13th, 2011

Nei giorni scorsi ho avuto l’occasione di visitare un parco fotovoltaico a terra da poco più di 3 MW costruito, e da poco allacciato alla rete, da Actelios Solar (Falck Renewables) in Sicilia. La visita mi ha dato l’occasione di conoscere, e intervistare, Marco Codognola che in Actelios è l’Amministratore delegato.

Ad una settimana dall’approvazione del Quarto Conto Energia non potevamo non parlare dei nuovi incentivi statali all’energia fotovoltaica e dell’impatto che avranno sulle politiche industriali dei grandi gruppi italiani e stranieri delle energie rinnovabili.

Come non potevamo non parlare della frattura che è nata tra le associazioni di categoria del fotovoltaico (per la cronaca Actelios è membro Aper) sull’opportunità o meno di stroncare la tariffa incentivante per i grandi parchi in favore dei tetti fotovoltaici.

Codognola, invece, ha preferito non rispondere ad alcuna domanda inerente il passato siciliano di Actelios: il grande affare dei quattro mega inceneritori voluti da Totò Cuffaro e bocciati dalla Corte Europea di Giustizia. Actelios faceva la parte del leone in quel business che, se non fosse stato bloccato dalla giustizia europea, avrebbe fruttato quasi cinque miliardi di euro tra vendita dell’energia e Cip6. Su questo argomento trovate tutte le informazioni che vi servono a questo indirizzo.

Quarto Conto Energia: Marco Codognola Ad, Actelios Solar

RINNOVABILI, INVESTITORI ESTERI CHIEDONO MAXI RISARCIMENTO

May 6th, 2011

A causa delle modifiche del quadro normativo sull’energia rinnovabile, un gruppo di operatori esteri del fotovoltaico ha chiesto allo Stato italiano il risarcimento dei danni subiti per un valore stimato di 500 milioni di euro come solo danno emergente, senza contare il lucro cessante. È quanto inoltrato alle commissioni Industria, Ambiente e Attività produttive dai legali dello studio Bonelli Erede Pappalardo, che rappresenta il gruppo di operatori stranieri (Photovoltaic Operators Investors – POI) nel procedimento giudiziale avviato contro lo Stato italiano. Sotto accusa le norme contenute nel Quarto Conto Energia e il Dlgs n. 28/2011 sulle rinnovabili. Per il gruppo di investitori – che include AES Solar Energy BV, Akuo Energy Sas, Fotowatio Renewable Ventures, Martifer Solar S.A., Siliken S.A. Solarig N-Gage S.A. e Wurth Solar GmbH & co. KG – il decreto firmato dai ministri Prestigiacomo e Romani rappresenta la conferma “di come il quadro normativo sia drasticamente cambiato e si riveli del tutto penalizzate per chi, facendo affidamento sul Terzo Conto Energia, ha intrapreso investimenti da realizzarsi entro il 2011 e il primo trimestre del 2012 sostenendo costi per oltre 500 milioni di euro”. Secondo le aziende, il Trattato sulla Carta dell’Energia di Lisbona è stato infatti disatteso dall’Italia. In particolare il Dlgs n. 28/2011 sulle rinnovabili è stato emanato appena tre mesi dopo l’inizio dell’applicazione del Terzo Conto Energia e ha determinato un sostanziale peggioramento del quadro normativo italiano relativo al comparto. Oggi, con il varo del decreto sugli incentivi del Quarto Conto Energia si peggiora ulteriormente il quadro normativo e di conseguenza il pregiudizio subito dal gruppo di aziende. La distinzione tra piccoli e grandi impianti; l’introduzione di un complesso meccanismo di accesso alle tariffe incentivanti e il decalage degli incentivi rispetto a quanto previsto dal Terzo Conto Energia, si configurano come chiare violazioni degli obblighi previsti dal Trattato firmato a Lisbona nel 1994. “In caso di soccombenza dello Stato italiano – scrivono nella lettera il professor Luca Radicati di Brozolo e l’avvocato Catia Tomasetti – tali importi dovranno essere versati ai ricorrenti dallo Stato stesso e dunque graveranno in ultima analisi sui cittadini che, peraltro, si vedranno anche privati dei benefici che sarebbero derivati dagli investimenti pregiudicati”. Nel contenzioso internazionale avviato dalle aziende, che negli ultimi anni hanno intrapreso investimenti per circa 1,5 miliardi di euro, è evidenziato come le norme contenute nel Quarto Conto Energia (così come quelle già contenute nel Dlgs n.28/2011) violino gli obblighi nascenti dal trattato di promozione e tutela degli investimenti previsti dall’articolo 10 parte Terza del Trattato sulla Carta dell’Energia, che impone agli Stati contraenti di accordare agli investitori di altri Stati contraenti un trattamento corretto ed equo, proibendo in particolare misure irragionevoli o discriminatorie, e segnatamente che violino il legittimo affidamento. Secondo quanto previsto dal Trattato, terminato il periodo di 90 giorni per un eventuale accordo bonario, i ricorrenti potranno rivolgersi a 3 organismi internazionali: l’Icsid (International Centre for the Settlement of the Investment Disputes); la Camera Arbitrale di Stoccolma; l’Uncitral (Commissione delle Nazioni Unite per il Diritto Commerciale Internazionale). (9colonne)

Read more from the original source:
RINNOVABILI, INVESTITORI ESTERI CHIEDONO MAXI RISARCIMENTO

Approvato il IV Conto Energia. Come cambiano gli incentivi al fotovoltaico, come fanno ricorso le associazioni

May 5th, 2011

Il IV Conto Energia �¨ legge. Come cambiano gli incentivi al fotovoltaico, come fanno ricorso le associazioni

Dopo lunga attesa e infinite polemiche, dopo i litigi infiniti tra Paolo Romani e Stefania Prestigiacomo, ha visto la luce questa mattina il IV Conto Energia. Ne danno il triste annuncio molte associazioni di categoria dell’industria dell’energia fotovoltaica italiana che si vedono cambiare, per l’ennesima volta, gli incentivi statali all’energia rinnovabile.

Le novità principali del decreto (l’integrale lo trovate a fonfo pagina): differenziazione tra piccoli e grandi impianti, in base a dove sono posizionati. Gli impianti a terra diventano “grandi” oltre i 200 KW, gli impianti sui tetti restano “piccoli” fino al MegaWatt. Più incentivi per i piccoli, meno per i grandi con la lodevole eccezione del bonus di 5 centesimi di euro se i pannelli fotovoltaici sostituiscono le coperture in eternit.

Per quanto riguarda lo scontro tra titani sulla data di inizio del percepimento degli incentivi statali: ha vinto Romani, accogliendo solo in parte l’ultima delibera pubblicata dall’Autorità per l’Energia elettrica ed il Gas, e gli incentivi partono all’effettivo allacciamento dell’impianto fotovoltaico alla rete elettrica. Se Enel o Terna ritardano troppo, però, si beccano la sanzione.

Reazioni: per ora poche. La prima, plateale, è di SOS Rinnovabili (neonata associazione sulla quale non si sa praticamente nulla, ma che afferma di rappresentare 150 aziende) che preannuncia due class action. La prima è un ricorso collettivo alla Corte Europea di Giustizia che fa seguito alla lettera inviata dal Commissario europeo all’Energia Oettinger al ministro Romani. La seconda è un ricorso al Tar e, spiega SOS Rinnovabili in un comunicato stampa,

non è improbabile che si finisca davanti alla Corte costituzionale: perché il provvedimento danneggia le aziende che, pur avendo rispettato le norme di legge vigenti, avranno un diverso trattamento a livello di tariffe incentivanti

Infine ci sono i “tetti”, economici e di potenza, agli impianti incentivabili nei prossimi due anni. Abbastanza complessi da sintetizzare, più semplice leggerle nel decreto, a partire da pagina 8.

Quarto Conto Energia 2011 – Definitivo

Via | SOS Rinnovabili
Foto | Flickr

Approvato il IV Conto Energia. Come cambiano gli incentivi al fotovoltaico, come fanno ricorso le associazioni

Quarto Conto energia, secondo gli artigiani Romani tradisce gli impegni

April 29th, 2011

Quarto Conto energia, secondo gli artigiani Romani tradisce gli impegniIn attesa che il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani dia seguito alla minaccia di firmare il decreto del quarto Conto energia senza l’accordo con le regioni, gli operatori, le organizzazioni e le associazioni del settore fotovoltaico e delle energie rinnovabili, arrivano a pioggia altre critiche.

L’ultima è quella di Rete Imprese Italia, una sorta di superconfederazione formata da Casartigiani, CNA, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti. In pratica buona parte della spina dorsale dell’economia italiana, notoriamente fatta da piccole e medie imprese.

Le Pmi che, adesso, temono che col nuovo decreto si perdano migliaia e migliaia di posti di lavoro verdi. Come spiega Giorgio Guerrini, Presidente di Rete Imprese Italia

Il Ministro Romani annuncia la firma del decreto sulle energie rinnovabili? Allora è carta straccia l’impegno assunto dallo stesso Romani a confrontarsi con le Organizzazioni imprenditoriali per definire un testo condiviso

Abbastanza esplicito, poco spazio per interpretazioni. Anche perché Guerrini aggiunge:

Una decisione inopportuna nel metodo e nel merito. Nel metodo perché contraddice la disponibilità al confronto manifestata nei giorni scorsi e nel merito perché il provvedimento, da quel che se ne sa, non offre alcuna certezza sulle prospettive di 85.000 imprese e mette in pericolo 150.000 posti di lavoro

E, per finire, Guerrini fa notare la completa incoerenza di Romani in fatto di energia:

appare ancor più singolare la volontà di varare ora un decreto sulle energie rinnovabili, quando lo stesso Ministro Romani, dopo la rinuncia all’utilizzo del nucleare, ha annunciato la presentazione di un grande piano strategico nazionale che punta anche sulle energie alternative. Quel che è certo è che con questo decreto le imprese sono ridotte all’impasse e rimangono nell’impossibilità di pianificare i propri investimenti e di garantire il mantenimento dei posti di lavoro

Se alle parole di Guerrini aggiungiamo, giusto per cambiare ministro pur restando nello stesso governo, l’ultima uscita-ribaltone di Giulio Tremonti sulle “eurorinnovabili” il quadro è bello che fatto. Cubista.

Via | Confcommercio

Quarto Conto energia, secondo gli artigiani Romani tradisce gli impegni

Operatori esteri del fotovoltaico contro Paolo Romani e il suo decreto ammazza rinnovabili

April 27th, 2011

Operatori esteri del fotovoltaico contro Paolo Romani e il suo decreto ammazza rinnovabili

Questo decreto “ammazza rinnovabili” voluto dal ministro Paolo Romani non piace proprio a nessuno: associazioni di categoria dell’energia fotovoltaica (Gifi-Confindustria a parte), lavoratori industria e sindacati scioperanti e, adesso, anche agli investitori stranieri. Che fiasco…

Dettagli: Photovoltaic Operators Investors, cioè una sorta di associazione di investitori stranieri (soprattutto del fotovoltaico a terra), ha scritto alla presidenza del Consiglio dei ministri annunciando battaglia sui nuovi incentivi statali. Sotto quella sigla ci sono molti dei super big del fotovoltaico mondiale: Aes Solar Energy, Akuo Energy, Fotowatio Renewable Ventures, Martifer Solar, Siliken, Solarig N-Gage e Wurth Solar che si lamentano

di aver avviato in Italia importanti investimenti nel settore dell’energia solare, sulla base di un quadro normativo perfezionatosi nell’agosto del 2010 ma che a soli 3 mesi dalla data in cui ha iniziato a spiegare la sua efficacia è stato completamente disatteso dal Governo Italiano ed a breve potrebbe essere sostituito da un provvedimento quale il Quarto Conto Energia dai contenuti fortemente peggiorativi, retroattivi e discriminanti

Non hanno tutti i torti: gli incentivi al fotovoltaico, in Italia, cambiano ogni cinque minuti. Non c’è modo migliore per ammazzare il mercato e per violare l’articolo 10 del Trattato europeo che, ricordano gli investitori esteri, prevede

L’obbligo di creare condizioni stabili, eque, favorevoli e trasparenti per gli investitori di altri Stati che effettuano investimenti nel territorio italiano; il trattamento di piena tutela e sicurezza di cui devono beneficiare gli investimenti; il divieto di pregiudicare con misure ingiustificate e discriminatorie la gestione, il mantenimento, l’impiego, il godimento o l’alienazione degli investimenti

Difficile dargli torto. Domani, in ogni caso, dovrebbero arrivare novità dalla Conferenza Stato-Regioni, convocata in seduta straordinaria per discutere solo del quarto Conto Energia.

Via | Teleborsa
Foto | Flickr

Operatori esteri del fotovoltaico contro Paolo Romani e il suo decreto ammazza rinnovabili

INCENTIVI, LE PROPOSTE DI ASSOSOLARE AL GOVERNO

March 30th, 2011

Assosolare, l’associazione italiana del comparto solare fotovoltaico, ha inviato a Confindustria e ai ministri Romani e Prestigiacomo un testo di proposta su alcuni punti rimasti aperti e irrisolti dall’ultimo tavolo tecnico di Confindustria a cui anche Assosolare ha partecipato, vista l’imminente definizione del Quarto Conto Energia e alla luce del dibattito delle scorse settimane e alla mobilitazione dell’opinione pubblica a favore delle fonti di energia rinnovabile. Posizione confermata dalle Commissioni Parlamentari e anche dal mondo bancario che ha espresso in più occasioni la propria preoccupazione per il blocco del settore. Per contribuire a uno sviluppo armonico del settore che tuteli le imprese e i posti di lavoro e allo stesso tempo controllare i costi degli incentivi, Assosolare ha definito alcuni punti guida: 1) Consentire un passaggio graduale tra sistema attuale e nuovo sistema, tutelando almeno il 2011 per salvaguardare gli investimenti ed evitare effetti retroattivi. 2) Definire il IV Conto Energia in modo da traghettare la crescita fino alla grid parity, con una riduzione graduale e progressiva degli incentivi, fino ad esaurimento previsto al 2016. Garantire quindi la stabilità del sistema incentivante, senza cambiamenti in corsa. 3) Considerare particolari forme di tutela per la filiera industriale italiana emergente. 4) Operare un controllo dei costi prevedendo un tetto di spesa di circa 6.9 miliardi di euro per un massimo di 20 €/MWh (nello scenario più costoso). Il tetto proposto di 6 miliardi €/anno al 2016 è ancora troppo basso. 5) No a tetti annuali che pregiudicherebbero la bancabilità degli investimenti, ma obiettivi annui indicativi di 3 GW fino al 2016, prevedendo riduzioni anticipate della tariffa in funzione della potenza installata, sempre nell’ottica del contenimento della spesa. 6) Ancorare la riduzione delle nuove tariffe al criterio della “fine lavori certificata” e non più all’entrata in esercizio degli impianti, ma con degli accorgimenti che scongiurino il ripetersi del “fenomeno Alcoa” . “Chiediamo al Governo di adoperarsi per accompagnare la graduale riduzione degli incentivi con una radicale diminuzione dei tempi degli iter autorizzativi, che ad oggi si traducono in aumenti significativi dei costi degli impianti (anche fino al 17%) e della connessione alla rete (fino al 10% del valore dell’impianto)” dichiara Gianni Chianetta, presidente di Assosolare. “Auspichiamo inoltre che sia incentivata la crescita e lo sviluppo della filiera industriale italiana mediante, ad esempio, forme di defiscalizzazione. E che venga costituito un tavolo di monitoraggio permanente con l’industria del settore fotovoltaico”. (9Colonne)

Read the original post:
INCENTIVI, LE PROPOSTE DI ASSOSOLARE AL GOVERNO

Quarto Conto Energia: prime indiscrezioni sulla bozza

March 29th, 2011

BanconoteAppena una settimana fa il Ministro per lo Sviluppo Economico Romani prometteva che in due settimane, si sarebbe conosciuto il destino del Conto Energia. Intanto però, mentre l’intero comparto delle rinnovabili attende risposte a proposito, arrivano le prime indiscrezioni che ci segnalano la direzione verso cui il Ministero starebbe andando in materia di incentivazione. Sembrerebbe che ci si stia orientando verso questi tre punti: l’attuazione di un tetto annuale di 2 GW, incentivi ridotti gradualmente del 2% dai prossimi mesi e l’obiettivo di attuare un taglio delle tariffe al 50% rispetto alle attuali entro tre anni.

I tagli seguirebbero questa sequenza temporale: le tariffe infatti verrebbero ridotte del 2% per il primo quadrimestre 2011, dell’8-10% per il secondo e il terzo; del 10% per il 2012; 15-20% per il 2013; 50% a regime finale. Il tetto annuale alle installazioni di 2 GW sarebbe accompagnato anche da un tetto economico che prevederebbe un massimo di 6 miliardi di euro di incentivi statali, due terzi dei quali dovrebbero andare a impianti sotto i 200 kW di potenza.

Questo per il momento è ciò che si apprende, tuttavia è giusto rimarcare che si tratta soltanto di voci ed indiscrezioni. Nei prossimi giorni inoltre sono previsti alcuni tavoli tecnici fra il Ministero e le associazioni di categoria che potrebbero spingere la corta coperta un po’ di più dalla parte del comparto delle rinnovabili modificando quindi una situazione che per il momento non sembra essere soddisfacente.

Via | Qualeenrgia.it; Pmi.it
Foto | Flickr

Quarto Conto Energia: prime indiscrezioni sulla bozza